Grazie a Fenera, una nuova stanza multisensoriale al Centro Paideia

Tra i sostenitori di Paideia c’è un’azienda che da anni ha scelto di stare accanto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. Fenera Holding S.pA., gruppo finanziario con attività diversificate, è stato tra i primi sostenitori del progetto “Centro Paideia” finanziando la costruzione di una stanza dedicata alle attività di logopedia e oggi rinnova il suo impegno “adottando” la realizzazione di una nuova stanza multisensoriale che sarà pronta per fine 2021. Abbiamo chiesto a Lucio Zanon di Valgiurata, Presidente Fenera Holding S.p.A., di raccontarci le motivazioni della scelta e i valori che legano Fenera a Paideia.

 

– Perché Fenera ha scelto di stare accanto a Paideia?

Fenera è un’azienda nata con uno scopo di lucro e questa è la sua naturale vocazione, però abbiamo sempre pensato – noi e tutte le famiglie che fanno parte di Fenera, visto che è un tavolo a cui stanno diverse famiglie di imprenditori – che fosse nelle nostre corde avere una sensibilità e un’attenzione particolare verso alcuni temi, tra cui quello della salute e del benessere dei più piccoli. È una cosa che tocca tutti noi, che conosciamo Paideia da tanti anni e che nel sostegno a Paideia abbiamo trovato una grande sintonia di intenti e di valori.

 – Avete creduto fin da subito nel nostro sogno, diventando tra i primi sostenitori del Centro Paideia in costruzione… 

Ricordo delle visite al cantiere del Centro Paideia, delle cose che si vedevano disegnate con un tratto di matita su un foglio che poi, col passare dei giorni, prendevano forma e si realizzavano. È stato molto bello vedere, dal vivo, un sogno che diventa un progetto, poi un progetto che diventa realtà e infine una realtà che cresce, come succede oggi.

 – Dopo la scelta di adottare una stanza dedicata alla logopedia nel 2015 e la scelta di proseguire con il sostegno al progetto Centro Paideia, oggi sposate una nuova sfida per il 2021: il contributo per la costruzione di una stanza multisensoriale per i bambini con disabilità al Centro Paideia.

Abbiamo scelto di sostenere un progetto identificabile e – per quanto tutti i progetti di Paideia siano concreti – il più possibile tangibile, qualcosa che potessimo vedere e toccare con mano. Arrivavamo da un’esperienza molto positiva, in questo senso, avendo sostenuto la costruzione di una stanza di logopedia di cui siamo stati molto contenti al momento della visita: uno spazio bello e luminoso, in cui veniva voglia di stare e fare attività al suo interno. Oggi l’impegno è per la realizzazione di una stanza multisensoriale, un luogo che possa aiutare i bambini a moltiplicare l’impatto dei sensi e ad esplorare nuovi spazi.

– Avete appena rinnovato il vostro sostegno fino al 2023, cosa spinge un’azienda a fare un investimento – per quanto sociale – di così lungo periodo? Crede che sia una scelta in controtendenza in un mondo che evolve così rapidamente? 

Può sembrare una scelta in controtendenza, io preferirei considerarla una sfida. In realtà questo riflette una convinzione profonda che abbiamo e che cerchiamo di applicare in tutto quello che facciamo. Siamo convinti che l’unico modo per creare un valore che si perpetui nel tempo sia quello di lavorare in una prospettiva di medio-lungo termine. Quando lavori nel tempo, con le persone, con i progetti, con le risorse, crei un valore stabile, che diventa un valore per tutti. Crediamo che questa filosofia del lungo termine sia l’unica strategia possibile. 

– Quali sono i valori di Paideia in cui lei personalmente si ritrova, si riconosce?

Noi abbiamo un patrimonio che ci è stato affidato da chi ci ha preceduto, che cerchiamo di tutelare e sviluppare: siamo consapevoli che è un grande privilegio e anche una responsabilità. C’è sempre nella vita una fase in cui si desidera restituire al territorio e alla società almeno una parte di questi beni che abbiamo avuto, sia dal punto di vista economico e finanziario, sia dal punto di vista delle energie, dei pensieri, della progettualità, un valore molto importante. L’altro punto riguarda il fatto di sostenere un’iniziativa che si basa sui valori legati alla famiglia. Paideia aiuta e migliora la qualità di vita dei bambini con disabilità ma anche di tutto quello che sta loro intorno: i fratelli, le sorelle, i genitori. Questo aspetto è per noi particolarmente importante perché guardare alla famiglia in questo modo significa guardare a tutta la società e al suo futuro. 

– Si dice che donare rende felici. Questo vale anche per una azienda?

Non ci avevo mai pensato ma sì, è verissimo anche per le aziende. Le aziende sono fatte di persone, il fatto di poter donare è una cosa che dà grandissima soddisfazione alle persone e quindi anche alle aziende che di persone sono fatte. Io questo lo vedo in modo concreto dalla soddisfazione, dall’orgoglio che la realizzazione di queste attività portano alle persone che lavorano con me: tutti sono felici e sentono come propria questa cosa. In questo caso l’azienda agisce solamente, se vogliamo, come un moltiplicatore di potenzialità di dono e quindi le persone che dell’azienda fanno parte moltiplicano anche la loro felicità.