‘Non siete soli’, una mamma racconta: “Un contributo fondamentale in un momento davvero difficile”

Sono trascorsi due mesi da quando, il 10 marzo, abbiamo attivato il programma “Non siete soli”, per supportare le famiglie con bambini con disabilità nel corso dell’emergenza.

Se nelle scorse settimane vi abbiamo mostrato numeri e risultati (383 le famiglie supportate finora), oggi vogliamo riportarvi la storia di Elena, una mamma che ci ha raccontato come sono stati questi due mesi per lei e per la sua famiglia.

Stiamo vivendo un momento davvero difficile. In questo periodo c’è stato un moltiplicarsi delle preoccupazioni per me e mio marito. In queste settimane la paura di non riuscire a fare la spesa è stata quella maggiore e il contributo ricevuto da Paideia è stato fondamentale, visto che sulla nostra situazione lavorativa al momento c’è grande incertezza.

La famiglia di Elena è tra quelle che in questo periodo hanno ricevuto un sostegno economico straordinario, con spesa a domicilio o contributi utili per rispondere alla situazione di fragilità aggravata dall’emergenza.

Noi abbiamo tre figli – ci racconta Elena – e ognuno soffre mancanze diverse. Stare a casa per tante settimane di fila, senza poter uscire, ha rappresentato una grande sfida. Nonostante sia stata dura, abbiamo ritenuto importante rispettare le regole, per evitare il contagio nella nostra famiglia, e perché seguire le indicazioni è necessario per il bene di tutti. Certo, con le difficoltà che ha Matteo, uno dei nostri bambini, gestire queste restrizioni è stato ancora più complicato. Per lui è stato particolarmente difficile capire perché non potesse prendere la bicicletta per andare al parco, un’abitudine che gli infonde molto benessere.”

Elena e suo marito, in questo periodo, si sono inventati tantissimi giochi che potessero coinvolgere sia Matteo che le sue sorelle, in un momento in cui tanti punti di riferimento sono venuti a mancare.

Matteo è un bambino con un forte bisogno di correre, di sfogarsi, di interagire con gli altri. È un bambino attivo, a cui serve stare all’aria aperta. Sentirsi in movimento gli provoca serenità e benessere: anche solo il fatto di spostarsi con la macchina, per raggiungere il Centro Paideia dove segue le terapie, è per lui un momento importante. Ripensandoci ora mi rendo conto di quanto quel tragitto fosse un tempo speciale solo mio e suo, che ora abbiamo perso: mi manca anche la musica che ascoltavamo, che so che a lui rilassava mentre guardava la città muoversi fuori dal finestrino.”

Fin dai primi giorni di marzo l’impegno dell’equipe di Paideia si è orientato verso nuove modalità per continuare ad essere vicini ai bambini, con lo sviluppo di attività di terapia a distanza.

Seguire le terapie a distanza all’inizio non è stato facile, ma si è rivelata mano a mano un’opportunità preziosa: la terapista di Matteo è per lui un punto di riferimento e ora aspetta il giorno delle videochiamate con entusiasmo. È stato inoltre davvero importante poter partecipare, a distanza, a un’attività di gruppo che seguiva insieme ad altri bimbi al Centro Paideia. Matteo sente la mancanza degli altri bambini e poterli incontrare almeno in video ha avuto un effetto benefico su di lui.”

Tra la didattica online di tutti e tre e le videoterapie di Matteo, le giornate continuano ad essere molto piene e impegnative

Anche io e mio marito ci sentiamo stanchi, a volte, ma cerchiamo di essere positivi nonostante tutto. Sappiamo che è la strategia per affrontare al meglio le difficoltà ed è importante per noi mostrarci sereni con i nostri bambini. Anche le chiamate Paideia in questo aiutano: sono un momento importante talvolta per sfogarsi, oppure per reperire informazioni, spesso aiutano a ritrovare serenità. Ci sentiamo davvero sostenuti.”

Dal 10 marzo ad oggi sono stati oltre 400 gli interventi di supporto psicologico, orientamento e consulenza sociale offerti ai genitori, anche attraverso l’attivazione di un numero telefonico dedicato.

Io so bene – conclude Elena – che ogni famiglia ha problemi diversi: difficoltà che, a volte, non è facile vedere o capire dall’esterno. Spero in un futuro in cui le giornate possano essere su misura dei nostri bambini, di tutti i nostri bambini. E mi auguro che per tutti noi venga presto un tempo migliore, in cui uscire senza paura e tornare ad abbracciarci.”

 

Grazie a tutti quelli che ci hanno permesso di aiutare famiglie come quella di Elena e a chi lo farà da oggi, per condividere il senso del nostro programma: “Non siete soli”.

Dona ora: con il tuo contributo offrirai ore di supporto psicologico, attività di terapia a distanza o un supporto economico straordinario per le famiglie più fragili.

Dona ora con carta di credito sulla pagina dedicata

oppure tramite bonifico bancario:

IBAN: IT03M0200801046000101322993

Causale: Non siete soli + codice fiscale donatore