La testimonianza di Silvia: “Siamo grati a quella prima estate da cui è partito tutto”

L’Estate Paideia è arrivata nella nostra vita per caso,” comincia a raccontare Silvia, una mamma.

Il progetto “Estate Paideia”, cominciato nel 2001, offre alle famiglie di bambini con disabilità una settimana di vacanza estiva in un villaggio accessibile in Toscana, frequentato da turisti di tutta Europa. Qui, alloggiati in bungalow vicini e accompagnati durante la giornata da volontari e operatori della Fondazione, le famiglie possono godere di un vero momento di relax, per recuperare le energie e trovare nuovi amici. Oltre 600 famiglie hanno già preso parte al progetto, sostenuto dalla Fondazione Paideia attraverso il contributo fondamentale del 5×1000.

“Il primo anno in cui abbiamo partecipato stavamo affrontando un momento difficile: ci sentivamo diversi, gli unici ad avere difficoltà. Siamo arrivati in vacanza con questo stato d’animo.” La cosa bella che ci viene restituita dell’Estate Paideia è che, spesso, il tempo delle vacanze riesce ad essere un momento di trasformazione.Mano a mano che passava la settimana ci siamo guardati intorno e ci siamo accorti che non era cosìcontinua a raccontare Silvia. “Grazie al confronto con gli altri, in quel villaggio, abbiamo cominciato a guardare la disabilità con occhi diversi. Abbiamo capito che le difficoltà si possono superare e che dobbiamo riconoscere le risorse che abbiamo attorno. Ci siamo resi conto che noi stavamo ancora elaborando la nostra situazione e vedere famiglie con bambini che, pur nella difficoltà, crescono e sviluppano punti di forza, è stato davvero importante per noi.”

L’estate non finisce in quella settimana di vacanza: innesca una carica di fiducia che spesso porta a frequentare altri percorsi e gruppi durante l’anno. “All’inizio ti senti un po’ sovrastato emotivamente” ci spiega Silvia “e poi ne ricavi una grande forza. Quando l’anno dopo siamo tornati in vacanza ce la siamo goduta da subito, è stato bellissimo per tutta la famiglia!” sorride lei “Siamo grati a quella prima estate da cui è partito tutto: in cui abbiamo imparato a vedere il lato B della disabilità, non concentrarci solo sulle cose che ci sembrava di non poter più fare e sugli sguardi delle persone, ma andare oltre. Così, se all’inizio può sembrare di aver perso tutto, poi si scopre che, se non è possibile riavere la vita di prima, se ne può avere un’altra.”

“Oggi so che l’unico modo per far nascere la sensibilità per il diverso è mostrarlo” conclude Silvia. “Uscire allo scoperto è quello che serve per far prendere coscienza alle persone che la disabilità esiste ed è una diversa abilità; che una persona disabile è una persona da prendere così com’è. Per far cambiare il mondo dobbiamo metterci in gioco noi per primi, senza vergognarci. In questo il confronto con gli altri e la sensazione benefica che l’Estate ci ha regalato sono stati una grande spinta. Una nuova dimensione e un nuovo equilibrio si può trovare: sono grata a tutti coloro che contribuiscono al nostro cambiamento regalandoci occasioni di fiducia e confronto!”

 

Sostenere l’Estate Paideia donando il 5X1000 alla Fondazione Paideia significa essere al fianco di tutte le famiglie che combattono quotidianamente piccole e grandi sfide con i loro bambini regalando loro momenti davvero preziosi.

Basta firmare nel riquadro della dichiarazione dei redditi dedicato alle onlus e indicare il codice fiscale della Fondazione Paideia:

97552690014

Scopri di più: https://www.fondazionepaideia.it/cosa-puoi-fare-tu/5-per-mille/