A “scuola” di inclusione insieme ai volontari del Servizio Civile

Partiamo dalle loro parole.

L’amore e l’aiuto verso il prossimo sono la chiave del benessere e la rottura dei pregiudizi.”

Questa è una delle frasi scritte da alcuni degli studenti che hanno partecipato a due incontri sul tema della disabilità nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro ospitato al Centro Paideia. Un percorso in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo che è stato progettato insieme ad un gruppo di insegnanti delle scuole medie superiori per essere uno strumento didattico che aiuti i docenti ad affrontare tematiche vissute nel quotidiano, come la relazione con l’altro e l’accettazione della diversità.

L’attività di formazione è stata realizzata grazie alla collaborazione di ragazzi e ragazze che, per il primo anno, svolgono attività di volontariato del Servizio Civile con Paideia: un percorso in cui condividere i valori e la cultura dell’inclusione che la nostra Fondazione promuove, e che loro stanno vivendo con grande entusiasmo.

Ci facciamo raccontare un momento degli incontri da due di loro: Elena, che ha 25 anni e studia giurisprudenza, e Angel, 28 anni, psicologo, che si sono dedicati, come uno dei loro primi compiti, alla progettazione delle giornate.

Partecipando al progetto di alternanza scuola-lavoro – racconta Elenaabbiamo avuto l’occasione di scoprire che cosa significa per i ragazzi la tematica dell’inclusione nell’ambito della disabilità. Abbiamo preparato per l’evento dei cartelloni con il format di un post di Instagram e abbiamo messo a disposizione delle foto molto significative lasciando i ragazzi liberi di scegliere quella che per loro risultava più pregnante.

Dopo una breve presentazione, il tema è stato accolto con interesse e partecipazione.

È stato interessante – aggiunge Angelvedere i ragazzi lavorare in gruppo per creare questi ipotetici post in cui attraverso un commento e degli hashtag potevano esprimere che cosa suscitava in loro la foto scelta in termini di emozioni e pensieri. I ragazzi si sono mostrati molto sensibili rispetto alle situazioni discusse e reattivi agli stimoli proposti.”

L’incontro con gli studenti ha lasciato tutti piacevolmente sorpresi: osservare l’interazione dei ragazzi e il modo in cui si sono interfacciati con gli spunti di riflessione proposti ci ha ricordato che si può rimuovere l’indifferenza attraverso la partecipazione. Questi ragazzi ci hanno stupiti. Sono stati attenti, uniti e solidali: ci hanno travolto con la loro energia positiva e ci siamo salutati con la consapevolezza che, per dirla ancora con parole loro:

Noi siamo diversi, siamo unici…forse con qualche somiglianza ma mai identici.”