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“Il volontariato? Può cambiarti la vita”. La testimonianza di Esmeralda

Ho iniziato a fare volontariato in Paideia come aiuto cuoca durante una settimana al mare con Estate Paideia. Era da un po’ che pensavo al volontariato ma non avevo ancora trovato la realtà e il momento giusto, poi ho scoperto l’esistenza della Fondazione e una mattina mi sono detta ‘è un buon giorno per iniziare, proviamoci’, così ho chiamato e fissato un colloquio”.

Esmeralda, 38 anni, da undici è volontaria della Fondazione Paideia.Ho fatto un po’ di tutto, da allora, come molti sanno sono ormai parte integrante dei banchetti, ogni tanto temo che qualcuno mi metta via con i gadget!” Aiuto cuoca per cucinare pranzo e cena a 25 volontari durante la settimana al mare, addetta ai banchetti di promozione e raccolta fondi, ma anche e soprattutto volontaria a fianco dei bambini con disabilità e le loro famiglie. “L’esperienza di affiancamento a un bambino e alla sua famiglia, soprattutto durante una settimana di vacanza, è molto forte, trascorri molto tempo insieme e si crea un legame particolare. Hai una missione e una giornata molto scandita: dopo colazione si parte per la spiaggia, si gioca, si torna giusto per il pranzo e poi ci si rituffa nei laboratori e in piscina, fino alla baby dance della sera!

Affiancando il bambino si entra in relazione con tutta la sua famiglia. “Entri nella loro vita, è molto delicato, perché le famiglie spesso si trovano ad attraversare momenti di particolare fragilità e tu devi essere in grado di capire quanto sono ‘pronti’ a ricevere un aiuto. Magari all’inizio c’è diffidenza, si sentono a disagio per l’affiancamento o per il fatto di essere lì, in vacanza con altre famiglie che non conoscono. Ma poi, quando si entra in sintonia, si creano legami davvero speciali, di quelli che durano. Ci sono bambini e famiglie che non vedo da anni ma che rappresentano dei ricordi fondamentali della mia vita. Non del volontariato, ma della mia vita: persone che fanno parte di me e che ne faranno parte per sempre”.

Ogni esperienza può offrire un punto di vista diverso. “Se ti trovi ad affiancare i fratelli e le sorelle, vedi tante cose che sfuggono a prima vista, perché spesso si pensa prima al bambino con disabilità, come se fosse un’entità a sé stante, e non a tutta la sua famiglia, a chi lo circonda quotidianamente. Si tratta di ‘abituare’ il nostro sguardo, a volte mi arrabbio con chi vede soltanto una sedia a rotelle e magari pensa ‘poverino’, senza rendersi conto che quel bambino esprime serenità, gioia o stanchezza, come qualsiasi altro bambino. Grazie all’esperienza come volontaria ho allargato la mia visione: non soltanto sulla disabilità, ma ho ampliato le prospettive con cui guardare in generale alla mia vita e ai punti di vista che questa può offrire”.

Spesso, in Paideia, si cerca di allargare lo sguardo con eventi che possano coinvolgere tutti, per creare spazi di vera inclusione. “La cosa che mi piace di più è quando riusciamo a coinvolgere nello stesso posto e nello stesso momento bambini con disabilità e non. Quando vedi questi bambini che ‘fanno i bambini’ con i loro coetanei, è la cosa più bella, perché anche in presenza di difficoltà trovano subito una soluzione per giocare insieme, hanno molte meno barriere. E saranno degli adulti diversi. Noi abbiamo soltanto da imparare da tutto questo”.

Un consiglio per chi volesse intraprendere la strada del volontariato? “Io direi ‘prova’, perché può essere una cosa che ti cambia la vita. Non è scontato, ovviamente, ognuno ha la sua storia e ha ambizioni diverse. Ma se anche all’inizio ci possono essere delle difficoltà, ed è normale che ci siano, troverai sempre qualcuno con cui parlarne per poi decidere se è la tua strada o meno. Il consiglio più grande che mi sento di dare è di divertirsi insieme ai bambini. Io mi diverto tantissimo nei laboratori, sono sempre una bambina in mezzo a loro e mi arrabbio quando non mi danno la cornice con la mia foto!

Dopo undici anni, c’è la stessa voglia di mettersi in gioco del primo giorno. Perché? “Il tempo che io dedico al volontariato in Paideia, con i bambini e le famiglie, è un tempo che diventa prezioso. Può essere un’ora o una settimana, una vacanza o un laboratorio, ma diventa tempo speso bene, molto più di tante altre cose. E’ tempo che ti fa sentire utile, che ti fa sentire importante. Ci sono momenti difficili, inutile negarlo, ma se apri il tuo cuore, se fai il volontario perché vuoi davvero offrire qualcosa di te, accettando di avere anche dei limiti, allora tu cresci, ti arricchisci nel profondo, nella vita di tutti i giorni. Ricevi tantissimo e potrai continuare a riceverlo per molto tempo”.

 

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